Un'altro fine settimana...dopo 5 giorni di distruzione lavorativa ci sta tutto!!!! Sono arrivata a venerdì e non so come ho fatto, mi sono talmente fatta il culo questa settimana che i giorni sono letteralmente schizzati.
Io sono il bianco e il nero.
Sono il negativo di me stessa perché ho dovuto abituarmi ad essere così, per non sentire troppo male, per farmi scivolare meglio addosso le cose spiacevoli che capitano a tutti e anche a me.
Su alcune cose non mi pesa, sui dolori per la perdita di qualcuno no. Non so smaltire il dolore, lo tengo stretto, piango è vero, perché mi fa male l'anima perché trovo ingiusto che mi sia tolto qualcosa che sia mio, perché non so dove trovare giustificazione a qualcosa che per me non la ha, perché non posso credere che se Dio o chi per lui esiste debba far si che succedano determinate cose. Che non accadono solo a me, che magari sono anche molto più pesanti per altri, ma nel mio dolore io sono egoista e non ci sono altri che esistano in quel momento, come credo capiti a tutti.
Ho imparato presto che non ci si guadagna ad essere troppo "giusti", ad essere troppo dolci, ad essere troppo amorevoli, e mi va bene, che sia così. L' ho provato, sperimentato, subito e smaltito. Ho dato per il puro piacere e con la gioia di dare e ho vomitato tutto quello che mi è stato restituito sentendomi meglio per non averlo assimilato. Non sono stata abituata a ricevere nella stessa identica misura del mio dare - un dare senza pretendere perché per me funziona così - nel pieno egoismo altrui mi sono sfamata a sufficienza e assimilato la parte peggiore che poi risputo fuori, perché va stillato il bene al prossimo come le gocce di un medicinale che rilascia la flebo.
Se rilasci piano il prossimo percepisce e quando smetti si domanda perché. Il perché a mio avviso bisognerebbe domandarselo prima per far si che la flebo di dolcezza non si interrompa.
Forse è l'istinto di conservazione, forse è la paura - molto più probabilmente - di mostrarsi così come si è perchè, non si vuole incorrere nell' errore di far capire che non si è poi così stronze, forse perchè probabilmente mostrare troppo la buona parte di se stessi per quanto possa essere giusto, rende più facile eventualmente il farsi fare male. Per far si che gli altri non ti facciano male, bisogna saper dosare la dolcezza, con la fermezza con l'essere stronze, con l'essere glaciali e ciniche perchè tutte le volte che non si è fatto è andata nello stesso identico modo. Allora mi domando, perchè mostrarsi esattamente così come si è, per bello che sia, produce nel prossimo il panico di non sò ancora quale origine e perchè. Se sei te stessa e mostri la tua dolcezza poi magari ti senti rispondere con cinismo, quando mostri il tuo, invece, ti si ricorda e ti domandano se la tua passata sweetness era dovuta alla malinconia o al fatto che stavi in vacanza, quindi, autoamticamente rilassata. E' un modo di fare che mi infastidisce e mi indispone!!!
Cos'è che decide di punto in bianco, che una persona, a te nota, che ti è simpatica, che ti fa piacere sentire, alla quale non hai mai pensato diventi di botto, qualcosa che vuoi a tutti i costi, come un diabetico vuole lo zucchero, come il drogato la cocaina, e non ti basta sapere che c'è quel filo immaginario che piano piano diventa reale, è mentalmente uno stimolo, una botta adrenalinica, un qualcosa che ti mette paura e allo stesso tempo ti rende desiderosa di giungere a "quel" punto. Essere una consapevolissima cappuccetto rosso in attesa che il lupo passi, senza avere paura del suo passaggio anzi peggio, sei li che gli fai le poste hehehe e sembra quasi essere lui ad aver timore, poi però ti manda un sms dove gentilmente ti infroma che aspetta solo che passi, e li ricomincia il solito tran tran dell'ansia mista a voglia, mista a panico, mista ad agoscia e mista ai peggiori e migliori pensieri, parole, opere e molte omissioni ma senza MEA CULPA da pronunciare.
Certo che ultimamente le cose vanno un pò per i cazzi loro, tra lavoro, vita privata, lazzi e mazzi. Il lavoro, molta gente pensa che lavorare dove lavoro io, ovvero il grando palazzo ovvero il S.d.R Italiana, sia un posto dove in linea di massima non fai un cazzo per 8 ore e percepisci un allegro stipendio, che ti permette di vivere bellamente e sollazzandoti a più non posso. Sono sincera, in linea di massima, in alcuni servizi diciamo che và così, anche se un discreto culo se lo fanno comunque. Ma qui dove sono io, davanti a questo mio bel pc schermo piatto della lg, il culo te lo fai, non foss'altro per stare dietro alle bizze di funzionario e Presidente, aggiungiamoci estreme situazioni come quella del ragazzo rientrato ieri dall'Iraq accolto con tutti gli onori però morto, mettiamoci le organizzazioni di missioni e quant'altro, qui ci si fa un doveroso, galoppante e sproporzionato culo, e non è che io non ami "lavorare" è solo che come ultima arrivata mi tocca il meglio del meglio, sembra un perpetuo benvenuto alle matricole e di questo ne ho le palle un tantino piene. E' una settimana pesante 9 sedute in 3 giorni, di cui due notturne, non oso immaginare come arriverò a venerdì.
Ieri me ne sono andata al cinema con Vero, a gustarci l'ultimo film di Ken Loach - Un bacio appassionato - . A priori, a prescindere a me Loach piace e non ci sta niente da fare, dire, ci sono flim tipo la Canzone di Carla che ho trovato dannatamente pesante, altri come Bread & Roses altrettanto bello. Ripeto è tra miei registi prferiti, ma questo non toglie come per Carla's Song che alcuni vengano più ostici di altri. Ae Fond kiss - un bacio appassionato - è molto carino, allegro, in effetti non è che si rida molto nei suoi film, quintessenza di spaccati di vita inglese pesanti, tristi come spesso molte realtà del posto, e questo per quanto rilegato alla voce commedia, ha i suoi lati tosti, mostrando razzismo da ambe le parti, o forse se non proprio razzismo dubbi, sulla durata di un legame tra due persone di differenti culture e religioni, con questo senso di disgrazia se si contravviene ai dettami per poter vivere la vita che uno vuole. Non ci si pensa, che come magari ci possano essere dubbi per le nostre famiglie se abbiamo una relazione con una persona di un altra religione, sia lo stesso anche per noi. Sarà forse che anche in questo pensiamo di avere sempre la meglio? Voglio dire perchè dovremmo noi essere accolti senza problemi e invece accogliere il prossimo con reticenza e diffidenza? Va da sè che è tutto incentrato sulle gioie delle amore, sui problemi nel dirlo e viverlo con naturalezza, con un buon finale mi è piaciuto, sì decisamente, ma forse io sono troppo di parte.
A volte mi perdo, mi perdo tra le mie cose, mi perdo nella mia testa e nei miei pensieri, mi estraneo dal resto e per me non ha importanza. E' un qualcosa che capisco sia difficile da comprendere, ma quando sei stanco e decidi di staccare la spina indipendentemente da chi hai intorno, quello che come minimo ti aspetti, non sono domande, non sono sguardi indagatori sarebbe solo capire che c'è o ci sono momenti nei quali l'assenza anche in presenza di amici, è un modo per sanarsi. Il problema di fondo non è quanto tempo ci si mette a "sanarsi" è perchè capita di avere bisogno di questi momenti. La vita di tutti i giorni, il lavoro, le incazzature secondo me azzerano la parte migliore di te, o comunque la mandano al fondo non per distruggerla, ma perchè il resto ha un peso maggiore. Ho cambiato modo di fare e di essere da 2 mesi, non dovuti al lavoro, questo lo so da me, dovuti ad altro, a situazioni che sono capitate o dolori che hai provato che hanno messo "il resto" da una parte e hanno tirato fuori quello che serve a te. Pensare a se stessi sembra un atto egoistico, solo che si arriva ad un punto, vuoi che te lo sbattano forzatamente in faccia o magari che ci arrivi da te senza che fatti esterni ti costringano a guardare meglio, che lo devi fare. Vieni prima te, è difficile da imporsi se non lo hai mai fatto, o meglio se hai pensato a te ma in maniera diversa da quella che stai scoprendo, bisognerebbe condividere, forse...ma non è detto. Ogni cosa a suo tempo, che sia un sorriso, che sia un abbraccio, che sia quello che sia, ci vuole tempo, e l'affannosa ricerca per poter dire "oh si ora va bene" quando poi non è naturale o casuale non so quanto possa far davvero bene al tuo "fondo". Il tempo distrugge, il tempo sana, il tempo fa dimenticare o anche continuare a pensare, ma è una questione di tempo, in ogni caso quel tempo che sfugge così velocmente, che lavorativamente parlando ti prende a tal punto che magari dopo già 3 ore da quando sei arrivata ti rendi conto che magari non sei neanche andata in bagno è il tempo e il suo spazio di azione.
C'è nell'aria il progetto di tradire Londra...non oso pensarci, io dopo 10 anni di puro go and return, decido di tradirla - per pochi giorni 5- per Parigi. Mi sento un tantino male, mi fa uno strano effetto cercare di capire quale sia la zona migliore per dormire, la più vicina al centro, cosa che oramai neanche faccio più per Londra, cambio solo albergo ma resto sempre nel circondario di Crommwell Road. L'idea di vedere Paris mi intriga, perchè ovvio mai stata, perchè non devo cambiare la moneta, perchè effettivamente è bella, anche se il mio unico amore è Londra e tutto il suo contorno. Il vero problema sta nel fatto che io il francese non lo ricordo più, è una particellina sofferente e dormiente oramai dal 1996 quando finite le superiori...anzi se ci penso bene all'università avevo fatto l'esame, ma comunque se non '96 parliamo del '97 in pratica quasi 10 anni di non lettura, di non parlare eventualmente solo guardare il canale francese A2, che tra l'altro non è neanche male, sia per i film che passa, sia per la pubblicità molto ma molto più carina. Guardando anche sulla guida dei miei genitori mi sa che tanto male come zona non deve essere il quartiere latino, vicino alla Sorbona, brulica a detta di mamy di negozietti, locali, bistrot...bho! Ho il buio più completo, comunque appena Madame Veronica riesce a liberarsi dai procedimenti giuridici, dai giri in tribunale dovremmo come minimo cominciare a prendere i bigietti almeno dell'aereo...staremo a vedere che cosa ne esce fuori
Sono soltanto parole per me, che la distanza ora complica
io vorrei tanto capirne di più, vorrei che non pensassi al male
che perso nel sonno più chiuso che c'è,lascia soltanto un impronta nell'aria
oltre a un respiro d'amaro per noi, ci resta solo il disegno del tempo.
so che avremmo ancora bisogno di crederci,
e anche se a volte parlarne fa male
so che resta un livido amniotico gelido,
sto percorrendo a ritroso la strada
per noi, ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me
se non posso nemmeno provare più a reggerti
nel vuoto che raschia il tuo sguardo specchiandomi
lasciare che il tempo ora passi sopra di noi
rendermi immobile al flusso dei giorni
tra noi,ma qui tu scivoli a fondo e non hai
rifugio per sciogliere il peso che c'è
in me è tardi in me
I NEVER stoop'd so low, as they
Which on an eye, cheek, lip, can prey ;
Seldom to them which soar no higher
Than virtue, or the mind to admire.
For sense and understanding may
Know what gives fuel to their fire ;
My love, though silly, is more brave ;
For may I miss, whene'er I crave,
If I know yet what I would have.
If that be simply perfectest,
Which can by no way be express'd
But negatives, my love is so.
To all, which all love, I say no.
If any who deciphers best,
What we know not—ourselves—can know,
Let him teach me that nothing. This
As yet my ease and comfort is,
Though I speed not, I cannot miss.
Oggi avrei dovuto fare il turno delle 13 e stare qui fino alle 20 - e oltre - perchè avevamo commissione con annessa audizione di un generale, però è saltato tutto e ieri sera prima di andare al cinema la collega mi ha chiamata per chiedermi un cambio turno 11-19 accettato, mi rompo ad andare al lavoro alle 13, fosse per me farei sempre il turno dalle 9 alle 17, non tanto perchè esco presto quanto perchè preferisco svegliarmi presto piuttosto che magari stare gran parte della mattinata a casa in pigiama a riposarmi e poi uscire, fosse per me quando mi capita il suddetto turno alle 13 tutto vorrei fare fuorchè uscire, ma quando tocca tocca, oggi son stata graziata, ma forse domani mi tocca andare a scrivere in 1a che palle. In questi giorni di assenza lavorativa, dedicati a me, mi sono chiesta se forse con la fine di un anno e l'inizio di un nuovo, dovessi voltarmi e osservare come fosse andato ed eventualmente fare un bilancio. Per molte cose è andato di merda, soprattutto l'ultimo periodo che cancellerei, o meglio che non vorrei aver mai vissuto e che mi ha lasciato addosso un senso diverso del resto del mondo, un modo diverso di vedere le cose. Assolutamente inutile pensare alle persone, alle cose, alle situazioni che si sono perse per strada, questo - indipendentemente da un inizio e fine - è sempre stato un mio modus vivendi, ovvero se molta gente te la perdi vuol dire che doveva essere così, vuol dire che il pensare che potessero far parte della tua vita non era proprio un pensiero giusto; così pure per quelle situazioni o storie che hanno preso una piega diversa da come sembra all'inizio. L'unica cosa della quale non posso fare a meno e non seguire il dont' look back in anger è per le persone che in questo anno ho perso per sempre. A quelle non so rinuciare, a questo non so darmi una ragione o spiegazione e non ne voglio ricevere. Sarà un attegiamento infantile, però mi hanno segnata e tanto in un modo che non mi aspettavo, e forse mi si sono aperti mglio gli occhi su quello che davvero è importante. Non ho mai dato credito al chiacchericcio se qualcosa non va o non piace del mio modo di dire/fare/pensare/agire che mi venga detto sia da chi si professa sincero, sia da chi pensa che sia più semplice parlarne con gli altri ma non con il diretto interessato. Sbaglio come tutti gli esseri umani, se lo faccio cerco di non perseverare, ma non perdo il mio tempo a mettere al centro della mia vita qualcosa o qualcuno verso il quale non provo nè rabbia, nè rancore.
Per 5 anni il mio mezzo di locomozione per andare a scuola era la metro. Non moltissime fermate Ottaviano-Flaminio, sempre, ogni mattina e ogni pomeriggio andata e ritorno come una raccomandata e mi sono sempre rotta le palle. Per quanto c'è chi sostenga ed è anche vero sotto certi aspetti che è più breve il tragitto però l'assenza d'aria e di luce mi ha sempre infastidito. Però c'è da dire che per osservaere il prossimo e vederne di tutti i tipi era forse il posto migliore. Ora il mio assiduo mezzo è l'autobus più aria, più visuale e comunque sempre gente diversa anche se preso al solito orario si vedono sempre le stesse facce. Ad ogni modo metro o autobus che sia, mi sono sempre estraniata anche dal chiacchiericcio che si ascolta involontariamente, una cosa che non ho mai capito è perchè molti quando parlano al cellulare sul bus debbano urlare e far si che anche gli altri, ai quali non gliene frega una benemerita dei loro discorsi ad ogni modo cuffie nelle orecchie procedo nella mia tratta fino a destinazione in silenzio, cullata dalla mia musica, nulla di rilassante. Se trovo posto, se mi va di sedermi anche osservo nascosta dai miei occhiali il resto, ci sta il tipo che sembra un perfetto esemplare di maschio represso, ci stanno le filippine che se salgono e vedono un posto vuoto anche in lontananza potrebbero anche ucciderti per acculattarsi sul sedile, c'è chi si imbelletta, chi legge, chi fa finta di informarsi sui fatti del mondo, chi ti guarda così come tu guardi lui, c'è il vociare delle madri che accompagnano i figli, è un mondo l'autobus che vive di personaggi che salgono da una parte e scendono dall'altra, immersi e sommersi da pensieri, parole, opere e se vogliamo omissioni.
I've found a way to make you
I've found a way
A way to make you smile
I read bad poetry
Into your machine
I save your messages
Just to hear your voice
You always listen carefully
To awkward rhymes
You always say your name,
Like I wouldn't know it's you,
At your most beautiful
At my most beautiful
I count your eyelashes, secretly
With every one, whisper I love you
I let you sleep
I know you're closed eye watching me,
Listening
I thought I saw a smile
- At my most beautiful -
My favourite song
Oramai con questa legge antifumo, tocca emigrare non dico ogni 5 minuti, per poter andare a fumare da qualche parte, visto il freddo che fa non ci penso proprio ad uscire fuori dal grande Palazzo, indi per cui emigro nella stanza della collega e mi fumo la mia bella sigaretta. Premesso che da fumatrice un pò mi girano le palle nel non poter essere libera di fumarmi una sigaretta in un locale dove si è sempre fumato, però va bhè uno si abitua, visto che da fumatrice ammetto che mentre mangio il fumo da fastidio anche a me, però al pub, in discoteca ecco questo è un pò scocciante. Non so se effetto di questo divieto ma da quando è passata questa legge, girovagando in centro nei posti dove si agglomerano locali mi sembra di scorgere il vuoto, o comunque strano a dirsi viste le temperature frotte di gente che stazionano fuori o comunque ogni tanto escono per potersi fumare liberamente una sigaretta, io stessa una sera in cui ero in giro con le socie Kris e Jessy, ci siamo sedute fuori dal pub per poter fumare in pace senza fare questa via crucis ormai obbligatoria.
Sono finite le ferie e sono tornata alla mia postazione al mio telefono che squilla,alle mie missioni, alle mie sedute insomma alla mia vita normale. Devo dire che mi sono presa un gran bel periodo di ferie, anche se non ho fatto nulla, anche se non sono andata all'estero, ma non importa mi rifarò per pasqua o a febbraio. Ho passato una settimana circa post 31 dicembre al lago a Trevignano, nella completa e affascinante nulla facenza, intervallata da discese in paese per fare spesa, ma il resto del tempo è stato speso su in casa, tra letto, divano, giardino, cane da sfamare e con il quale giocare - il problema è che non capiva che poggiandomi le zampe sulle spalle era più alto di me un pò faticoso Scott - i gatti anch'essi da sfamare e giocare e poi il nulla. Penso che una cosa così io e Vero non l'avevamo ancora mai fatta, lontane da lavoro, telefoni, fax, fotocopiatrici e rotture di palle, 5 giorni di pura pace sono state un toccasana, chissene frega di passare il 31 in mezzo al casino, nei locali, o in ristoranti tanto per...io me ne sono rimasta a casa e il giorno dopo me ne sono andata al lago e penso, di aver fatto la scelta migliore. In quanto a novità, bhè non ce ne sono state tante ma va bene così
Uao ma qui è tutto cambiato, sono ancora in ferie, ma ho deciso di fare un eccezione e passare a controllare la posta...tutta la mia posta e poi anche di fare un saltino da queste parti. Noto dei cambiamenti...ma perchè non mi avvertite mai quando decidete di cambiare le cose??? Va bhè torno a godermi il relax nel quale vivo dal 30 dicembre anche se le mie farie vere quelle che sono scritte e firmate dal capo, sono cominciate il 3 gennaio. Ad ogni modo visto che torno ora mi sembra giusto augurare buon 2005 a tutti