giovedì, 31 marzo 2005

Pensieri

La fine del 2004 pensavo si sarebbe portata via tutto il dolore che avevo/ho accumulato, o meglio una parte di quel dolore, anche se sapevo e sò bene che non è la fine di un anno a farlo passare, ne tanto meno la fine di tanti anni. Ci sono delle incombenze in questo 2005 che mi riportano indietro e mi fanno nuovamente ricordare fatti e avvenimenti che non credo dimenticherò mai, che tanto meno erano mai stati sepolti, ma che sono invece nella mia testa ci sono sempre. Vorticano, a volte sono travolti da altri pensieri, ma sono così grandi e così incolmabili che non si assorbono e restano perenni nonostante il passare dei giorni, mesi e anni. A maggio sono 10 anni che mio nonno è morto e dovrà andare, mio padre insieme ai suoi fratelli, al cimitero per toglierlo da lì - queste cose per me sono così assurde, non sapevo ci fossero scadenze anche da dopo vivi -. Questa cosa è pesante secondo me, pesante perchè non sopporto che si rompano i coglioni ad una persona che non c'è più, che ha scelto un modo e che questo dopo 10 anni debba essere scombussolato. Il dolore si rinnova, pur non essendo mai passato. A novembre ho perso nei meandri della velocità con cui si è svolto il tutto T. una cosa che mi ha sconvolta in una maniera inenarrabile perchè ho cominciato a pensare ancora più velocemente che un altro dolore così mi manderebbe fuori di testa, e già con questo ci sono andata vicina. Mi incazzo per quete cose, perchè non le capisco, perchè non sono possibili eppure è così strana la vita, più sei giovane e più il tuo corpo ci mette pochissimo a sbarazzarsi di te, più diventi grande e più magari il corpo ci mette altri anni per scaraventarti fuori da se e dai tuoi affetti. Ingenuamente mi ero augurata un 2005 diverso, più sereno e per carità, godo di ottima salute, di ottimi affetti, di ottimi amici - pochi ma i migliori - di ottima famiglia e ottimo lavoro però speravo nell'armonia, nei sorrisi, nei ricordi allegri e non dovermi trovare di nuovo con l'incombenza del mese di maggio - comincia a diventare un mese che mi sta sul cazzo ho perso troppe persone a maggio - e un presentimento brutto di un prossimo maggio triste. Spero di sbagliarmi, spero veramente con tutto il cuore di sbagliarmi, ma quello che ho visto l'altro ieri non mi è piaciuto e in più mi torna in mente uno strano sogno, se di quello si è tratto che mi ha fatto riflettere come un deja-vu. Vorrei illudermi, che parlare e sognare potessero tenere lontano quello che sò perchè ne ho piene le palle ne ho davvero le palle piene, però si è installato un meccanismo che va in un solo senso.

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S. Eustache    S. Eustache         

 Notre Dame  Notre Dame

                                  ...poi uno dice che si sbaglia

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Parigi parte II

Arrivate a Paris e ritirati i bagagli, ci siamo dirette in albergo, in bulevard di S. Sebastopol, dato il foglio della prenotazione via internet, preso possesso della chiave magnetica e della stanza n. 17 al primo piano, carina, piccola ma carina, e soprattutto pulita. Tutto in ordine, bagno perfettamente profumato, posiamo tutto, prendiamo guida e piantina e vediamo che siamo vicine a Notre Dame. Decidiamo, come sempre nei nostri viaggi, di andare a piedi, anche per godere appieno del paesaggio - palazzi molto belli con queste finestre lunghe che a me piacciono tantissimo - la nostra bulevard è costellata di negozi d'abbigliamento, che non vendono al dettaglio ma solamente all'ingrosso e non agli italiani - e già qui assaggiamo quella che poi è stata una costante della non simpatia nei nostri confronti - ci spiegano che se vogliamo comprare quelle cose dobbiamo andare nei centri commerciali. Proseguiamo, alternado i passi a soste davanti ai negozi, notiamo negozi di scarpe che ricordano quei negozietti che di solito si incontrano nelle località di mare, con le scarpe esposte sopra pile di scatole, che sinceramente fanno pensare ad un bazar piuttosto che ad un negozio. Nella nostra peregrinazione deviamo, dimenticandoci che l'ultimo informatore aveva detto "sempre dritte ultima a sinistra e poi ancora dritte è lontano sarebbe meglio il bus", ci addentriamo in una stradina fatta di brasserie, negozi di scarpe, di abbigliamento inguardabile e alla fine arriviamo difronte ad un centro commerciale che si chiama Les Halles, vogliamo mangiare vista l'ora, ma i bar con i tavolini fuori e le brasserie sono tutte piene, così optiamo per una specie di mcdonald, ma molto molto e molto meglio il Quic, ci riposiamo un pò e poi nuovamente in piedi direzione Notre Dame - in lontananza vediamo una chiesa, con le guglie, arriviamo ci sediamo su un muretto lì difronte e convinte fosse la nostra Notre foto e riprendiamo, dopo un pò di chiacchiere e i primi segni di stanchezza decidiamo di entrare. Bella, suggestiva e gotica, ancora convinte avanziamo, io scatto foto alle vetrate, Veronica riprende dicendo "eccoci a Notre Dame", dopo di che vengo colpita da una targa che riporta "S. Eustache", guardo Vero, rido e le dico "io e te abbiamo sbagliato tutto nella vita, soprattutto il senso dell'orientamento" e ci prende una crisi ridanciana che ci costringe all'uscita. Subito fuori Vero "ma certo che questi francesi sono dei cazzoni tutte uguali sono ste chiese", altre foto, altri negozietti, incrociamo un signore anziano, parecchio e domando dove cazzo dobiamo dirigerci per Notre, " dritti e poi a sinistra". Non gli si dava un centesimo al nonno, invece diede giusta informazione. Cammina, cammina, - come primo giorno ci siamo fatte senza scherzare sui 4 km - tra andate e ritorni e sbagli di strade. Cammina, cammina iniziano a fioccare le prime battute "Sembra di stare sul Lungo Tevere, dal lato della Cassazione", in effetti eravamo dalla parte della Corte di Giustizia, dopo altri inesorabili kilometri e prime imprecazioni e soste per le risate arriviamo a meta, entriamo, un fottio di gente, Vero si lascia andare su una sedia e io come una nipponica impazzita giro e giro e giro per immortalare rosoni, e quant'altro. Bella, però molto meglio S. Eustache, queste chiese francesi, sono belle per lo stile gotico, dentro sono buie e lasciate ad uno stato di trascuratezza che è triste a vedersi. Usciamo e intanto si sono fatte le 18, ci sediamo, chiacchieriamo, guardiamo la piantina io fumo e decidiamo di andare a cena. Ripassiamo per il lungo Senna, ci sediamo a guardare dei ragazzi sui roller che fanno delle belle evoluzioni e sono il primo esemplare decente di maschio francese - resto dell'idea che non sono un granchè meglio gli inglesi -. Cena a Place de l'hotel de Ville, a base di salmone arrosto e insalatina e il primo contatto con i dolci francesi che sono notevoli. Una cosa è certa a Parigi si mangia bene. Questa piazza è bellissima se non fosse, che vista la candidatura e sottolineo candidatura di Paris, per le olimpiadi del 2012 campeggiano ovunque scritte e simboli dei 5 anelli

...to be continued

 

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mercoledì, 30 marzo 2005

Vincent van Gogh

Oggi questo logo googleiano in stile Van Gogh mi piace

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Parigi I parte

Il 24/03/05 alle ore 4,40 mi passa a prendere Vero per andare al famosissimo aeroporto Fiumicino destinazione Parigi (niente Londra), tempo per giiungere in aeroporto 30 minuti, strade deserte ancora tutti a dormire, io sveglia come un grillo, Vero già con l'occhiale da sole per nascondere il sonno incombente. Tutto fila liscio, nessuna fila, pochi disperati come noi che decidono di volare alle ore 7. Fatta esclusione per New York , il nostro è il secondo aeroporto dove per un carrello porta valige si deve sborsare 1 euro - e già qui uno si incazza- comunque fatto il cecchino fatto tutto ci dirigiamo al nostro gate imbarco a partire dalle ore 6.05 si potevano fare direttamente le 6. Ora di imbarco, siamo le prime andiamo ai nostri posti e il tempo passa, passa e passa e il pilota avverte che invece delle 7 si partirà alle 8 causa nebbia su Paris. Il tempo passa, e passa, si siede vicino a noi la metà di una coppia, lei dall'altra parte con bassotto al seguito, tutta tacchi a spillo e labra turgide, che comincia a dire "bhè per 80 euro devo stare in questi posti a tre e poi il cane mica può aspettare ore prima che parta l'aereo"...la tipa pensa bene di scoglierlo e lui comincia, giustamente a fare su e giù per il corridoio, andando ad infilarsi sotto la poltrona di una tipa, che ad un certo punto se ne rende conto e comincia a sbraitare. Nuovamente il pilota avverte che causa nebbia su Paris si partirà alle 9. Porca puttana, se lo avessi saputo non mi sarei di certo svegliata alle 4 con tutto sto casino. Alla fine alle  8,40 decide che si può partire, tutti in assetto partenza, cinture allacciate, schienale dritto e viaaaa decolla. A me il decollo piace un casino, tutta spiaccicata sul sedile e tempo 1 nanosecondo mi appisolo.  Ora della pappa, scatolina verde alitalia, contente 1 vasetto di yogurt danissimo - buono - una specie di focaccia con filadeflia e prosciutto cotto - niente male -  una fetta di ciambellone - niente male. Sorvoliamo le alpi bellissimo spettacolo di cime imbiancate e nuvole che fanno pensare alle distese di ghiaccio dell'antartide, mi riappisolo e dopo poco avvertono che siamo nella fase atterraggio, ari-metti il sedile in posizione corretta, ri-allaccia la cintura; in effetti guardando giù non si vede una benemerita, c'è realmente tanta di quella nebbia, che ci sorge il dubbio di essere a Linate, in 10 anni di Roma-Londra, in ogni stagione non avevo mai visto tanta nebbia come a Paris. Quando il pilota atterra è una gran ficata, perchè vista la visuale - pari a zero - iniziamo a sobbalzare, il vocìo si ferma di blocco, già si vedono facce angosciate e si percepiscono le prime puzze, a me invece sta cosa piace sembrano le montagne russe; alla fine tutto ok siamo in terra parigina - anche se sembra Linate -. Una cosa che non ho mai capito e che mi fa incazzare come pochi, sia al momento dell'imbarco che all' uscita dall'aereo è questa massa di gente che comincia a corre e andare di fretta, all'inizio come se avesse paura che gli si fregasse il posto - non avendo ancora capito che quel numerino lì in neretto con la lettera vicino è il posto assegnato -  e all'arrivo come se rischiassero di restare intrappolati dentro. Bho valli un pò a capire.

 

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giovedì, 24 marzo 2005

La nostra cara vecchia e saggia Costituzione è stata declassata, il nostro Presidente del Consiglio è raggiante e si stà gia fregando del mani e sorride sotto i baffi, perchè a breve lo vedremo nella trasposizione di Presidente della Repubblica. Penso proprio che il caro nonno Ciampi sia l'ultimo dei Presidenti "seri" di questo nostro Paese. Largo a breve, al ritorno della dittatura, e spero vivamente che il resto degli umani si decida a far si che le cose cambino, ma cambino davvero, ho proprio un brutto presentimento. Non trovo giusto che non si possa fare nulla per cambiare queste cose e subirle così senza un perchè mi fa davvero girare i coglioni. L' Italia sta diventando in tutto e per tutto come gli Usa, che vergogna!!! Governati da un nano stronzo che solo a sentirlo parlare mi viene da vomitare.

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mercoledì, 23 marzo 2005

Se la psiche e la coscienza non funzionano più, la vita che resta non è più vita uamana

 

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Per oggi abbiamo quasi finito, ultimi minuti, e poi fino al 30 marzo ferie, venerdì parto per Parigi...mi auguro che nell'attesa non succedano grandi danni, e poi quando io rientrerò i miei colleghi se ne andranno, la dura legge del chi prima parte poi si frega.

Auguro a tutti una felicissima Pasqua.

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martedì, 22 marzo 2005

Due settimane fa ho provato una sensazione strana, in un locale con le mie socie storiche, ascoltando musica di tutti i tipi a tutto volume, sentivo che eri presente, è stata una sensazione strana, come se avessi bisogno che qualcuno in quel momento pensasse ancora di più a te, più di quanto da 4 mesi a questa parte io già non faccia, eppure sabato 12 è stato stranissimo. Il giorno dopo pensandoci a freddo e con calma ho capito perchè ero inquieta ed è strano sai, è strano perchè fino a 2 settimane fà non avevo sentito questa fitta, ripeto non è che non pensi più a te anzi, è una costante, se chiudo gli occhi in automatico scende giù una lacrima e poi un'altra e un'altra ancora. Mi sono resa conto la domenica mattina che era quel giorno di 4 mesi fa, anche se il 13 di novembre era sabato e non domenica. Non sò perchè proprio a me, non sò se poi non sia stata soltanto una trasposizione del mio dolore quella sensazione eppure in mezzo al casino di un sabato sera romano, tu mi sei entrato in testa per tutta la notte e oltre. Mi manca vederti sotto casa nostra, mi manca sapere che siete usciti tutti insieme, mi manca sapere.

"Cos'è la poesia?" domandò il monaco.

"E' un mistero ineffabile," rispose Yuko.

Un mattino, il rumore della brocca dell'acqua che si spacca fa germogliare nella testa una goccia di poesia, risveglia l'animo e gli conferisce la sua bellezza. E' il momento di dire l'indicibile. E' il momento di viaggiare senza muoversi. E' il momento di diventare poeti.

Non abbellire niente. Non parlare. Guardare e scrivere. Con poche parole. Diciassette sillabe. Un haiku.

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by sito trovato da ciocci

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Funerali di un comunista (popolare)

Domenica pomeriggio, nella piena nulla facenza post venerdì e sabato notte, zappingando da un canale all'altro, fermo su una rete privata RTGC-Teleambiente mi imbatto in un servizio dall'aria antica, antica di 12 anni. Non era un servizio allegro devo dire, però non mi era mai capitato prima di vederne uno in televisione o meglio, i telegiornali passano dei pezzi non certo un qualcosa che è durato una buona ora. Si trattava di un funerale - nessun piacere verso queste cose ma solamente molta curiosità - resto bella comoda in poltrona e osservo. Un cordoglio di gente comune andava ad onorare la salma di Lucio Libertini, dopo di che si vedono nell'ordine l'allora Presidente del Senato Giovanni Spadolini in tutta la sua allure da Baldanzone, l'allora Presidente del Consiglio Carlo Azeglio Ciampi e poi Ciriaco De Mita. Devo dire che sono rimasta sconvolta!! Ero lontana anni luce da ogni interesse per la poitica e soprattutto lontana anni luce dal Palazzone, che se qualcuno allora mi avesse detto che poi ci sarei finita dentro...bhè proprio non ci avrei creduto. Funerali popolari come dicono loro e questa processione si sposta con soundtrack dell'internazionale al Pantheon e signori miei per la prima volta assisto (da spettatrice 12 anni dopo) ad un via vai di testimonianze a favore di quest'uomo.

Il primo a parlare è un Bertinotti (allora segretario di partito e sindacale), giovane e magro, non ancora intrappolato nella rete del potere, del denaro e dell'ingrasso, senza cachemire, che parla di movimento operaio e AGIPOP (agitazione popolare), che parla di lotta di fabbrica e biennio rivoluzionario commosso a dismisura che proferisce le seguenti parole, o meglio riporta parole dette dal defunto "Signori della borghesia non ci avrete"...bella dissacrazione per uno che è borghese tra i borghesi ora! Che ha smesso i panni del lottatore-contestatore.

Sale un certo Rodolfo Urbani o Brandi mica ho capito che proferisce"...ha sempre messo sopra gli interessi del partito quelli dei lavoratori...quando ancora credeva ai funerali popolari comunisti dove c'è un barbone o un sfortunato c'è una lotta da fare"... (che belle parole stento a credere che l'abbiano fatto poi post mortem)

Poi tocca ad un certo Tonino Calandri che dice "....Lucio portatore di valori autonomi"

Un Gianfranco Funari, giovane e forte che dice "...i lavoratori hanno perso  una persona che lottava per loro".

E per concludere è il turno di Cossutta che ne delinea un profilo bellissimo, di questa persona che non ho mai seguito allora avevo 15 anni, diciamo che il mio interesse verso queste cose è stato l'anno dopo. Cossutta parte con ricordi personali, di quando lottavano insieme, parla di un uomo libero, vivo e rivoluzionario. Libertario e socialista, che abborriva le sette (leggere massoneria), che bisogna lottare per far si che ci sia intesa in tutte le forze di sinistra (povero Cossutta); che bisogna lottare per l'unità senza perdere la dignità. Con la morte di Libertini il partito perde un grandissimo dirigente, il suo cuore è in tumulto, perde un amico di tante battalte, ma bisogna continuare a lottare. Il suo nome verrà ricordato a lungo.

Ora io mi chiedo, chi fra tutti ricorda questo Lucio Libertini? Quanti di loro se avessero rivisto questo funerale si sarebbero eventualmente, perchè non credo lo farebbero mai, sputati in faccia? Il povero Cossutta..ancora crede nei sogni? Io da 27enne abbastanza, se non parecchio schifata da tutto quello che vedo, sento e osservo, che sia destra o sinistra, ne ho un pò la nausea. Sò di non essere di destra, ma anche questa sinistra non è che si meglio...

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Allora come dicevo ieri la Matrix del ciclo pubblicizza il Buscofen come diceva Fiandri "Sì, ho presente quello spot ma non ricordo il prodotto. Come minimo, dovrebbe essere NEO optalidon, o NEO cibalgina..." purtroppo non è così, sicuramente sarebbe stato un tantino, ma mica tanto, più logico. Ad ogni modo purtroppo questa è la cruda realtà. Donne di tutto il mondo siate felici da oggi in poi avremo un' alleata in più contro i   nostri dolori mestruali. Trinity Buscofen e tutto passa, chissà se poi uno si muove anche al rallentatore e riesce a fare tutte quelle cazzo di coreografie...non sarebbe mica male !!!

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lunedì, 21 marzo 2005


parla in fretta e non pensar se quel che dici può far male perché mai io dovrei fingere  di essere fragile come tu mi (vuoi) (vuoi) nasconderti in silenzi mille volte già concessi tanto poi tu lo sai riuscirei sempre a convincermi che tutto scorre usami straziami strappami l’anima fai di me quel che vuoi tanto non cambia l’idea che ormai ho di te

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A volte la testa fa brutti scherzi, anche quando sei giovane.

Spesso si hanno dei deja-vu che ancora non si sa bene, se realmente sono cose che sono già capitate o se invece è la similitudine ad una situazione passata. Fatto sta che ultimamente mi capitano spesso, ho l'impressione che la testa vada un po’ per conto suo, forse un po’ troppo chi sa. Adesso che sta entrando la primavera, le giornate prendono un senso diverso. Le domeniche mattina di primavera mi catapultano lontano anni luce, mi riaffiorano ricordi di situazioni vissute allora, di stati d'animo già provati.

La domenica mattina ha questa cadenza:

 

-         apro gli occhi mi giro verso la finestra e vedo, dalla luce che filtra, che è una giornata di sole.

-         Apro la finestra, spingo leggermente le persiane, in modo tale che entri la luce ma non troppa, lascio le finestre aperte e ritorno nel letto.

-         Mi rimetto nella mia posizione preferita, di fianco, occhi verso il comodino, le coperte tirate su, l'aria fresca che entra, chiudo gli occhi per appagare maggiormente i miei sensi e bom.

 

Sono tornata indietro, l'immagine è quella di una domenica, come quella passata, con il sole, l'aria fresca, io con un vestitino color carta da zucchero, di cotone pesante o flanellina, modello charleston - fatto da mia nonna - (ovvero con la vita bassa e un fiocco), il colletto di merletto, le mie calze bianche da brava bambina, le scarpe da bambina quelle che hanno il laccetto che passa sul dorso del piede e un cappottino blu con tanto di colletto in velluto. Mia madre finisce di prepararsi, si va a messa dopo di che a pranzo dalla nonna. Altro ricordo, la noia in chiesa e non ci sta molto altro da dire, ma l'andare a pranzo da mia nonna.

Ho ancora nelle narici, stampati, incollati tatuati gli odori, sin da quando entravamo nel portone. Se chiudo gli occhi me lo ricordo ancora tutto passo dopo passo, da quando è morta mia nonna e mi zio - persona particolare - vive lì da solo non ho più visto casa loro e quindi il ricordo è la cosa che resta ma è una reminescenza così viva da sembrare attuale. Varcato il portone si veniva invasi da un fresco rilassatissimo, in estate ancora più piacevole, pochi passi e il grande cortile luminoso, con le varie scale per i vari appartamenti, la prima a sinistra e imboccavo la strada per andare da mia nonna, tre scalini e ascensore. Un silenzio per i pianerottoli e i profumi di cucinato che si mischiavano, riconoscevo quello di mia nonna tra tutti. Quarto piano e siamo arrivati, porta che si apre, mia nonna che mi abbraccia, noi che entriamo, baci e abbracci al nonno e allo zio, tutti a tavola. I miei nonni - quelli materni - sono del sud e una cosa che mangiavamo spesso erano le orecchiette, fatte da nonna, con il sugo e delle polpettine in miniatura e in più un formaggio che non è il parmigiano ma tipico della puglia, il cacioricotta. Mia nonna cucinava bene, questo lo ricordo, anche se ero piccola e apprezzavo poco allora, faceva una focaccia sempre tipica, buonissima con impasto di patate e pomodori e poi altre pizze strane e buone e ora che apprezzerei maggiormente anche tutte le verdure che preparava non c'è. Ricordo il ticchettio dell'orologio in cucina e come un flash mi rimanda a quando poi è morta allo stare in quella cucina, con quel ticchettio che metteva ansia e soggezione e tristezza.  

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Ho visto una nuova pubblicità, che mi sono appuntata su un foglietto ieri sera, oltre ad un altra cosa che avevo visto in una rete privata risalente all'agosto 1993, periodo in cui ero anni luce lontana da ogni interesse per la politica e soprattutto anni luce lontana da questo palazzo. Domani posterò meglio però sto medicinale che se non erro è per i dolori mestruali viene passato con una stile Trinity, con tanto di occhialini e cappottone di pelle nera e una disperata seduta in poltrona con faccia mesta e addolorata e sta Trinity delle mestruazioni che si mostra davanti a lei, senza parlare e le dice "Puoi scegliere tra due pillole" per farti passare i suddetti dolori..

Il prossimo Matrix vedrà come sfida la salvezza della donna mestruata...

non ho davvero parole!

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Ma se gli occhi sono lo specchio dell'anima, tu cosa vedi attraverso i miei?

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giovedì, 17 marzo 2005

Preamboliamo

Io non mi mangio mai le unghie, odio chi lo fà, ho la mania, il vizio di puntare gli occhi su tutte le mani che incontro. Mi vengono i brividi quando vedo le mani con le dita corte e tozze, mi viene il voltastomaco quando vedo quelli che se le rosicchiano e il risultato è una mano da fare schifo su un fisico, un viso e una persona che magari è anche bella e non c'è rimedio bello o no che tu sia, se ti mangi le unghie per me sei comunque brutto. Ancora più schifo mi fà chi si rosicchia le pellicine e ha il dito tutto devastato.

Problemiamo

Ieri, tra una risma e l'altra, tra una fotocopia e l'altra, tra una digitazione di resoconto e l'altra mi sono tirata via una pellicina dal pollice. E' una cosa che non faccio mai perchè fa un male boia cane. Ieri con tutte queste cose da fare non ho pensato al dolore e soprattutto non ho pensato a quanto mi faccia schifo questa pratica sadomasochista e mi sono tirata via la pellicina. Quello che ne è seguito è stato il suddetto dolore e il principio della della legge di Murphy dove di 10 dita quella che sbatto in continuazione è proprio quella senza la pellicina.

Proviamo a porre rimedio

Come porre rimedio a cotanto fastidio? Questa mattina mi avvolgo il dito in un cerotto carino perchè trasparente. Tempo 2 nani secondi intorno al cerotto ci stavano i pelucchi del mio maglione ho pensato "stica me lo tengo su finchè dura".

Risoluzione massima

Dopo averlo tenuto sù gran parte della giornata ho deciso di levarlo perchè dopo aver scritto per molto tempo, essermi lavata le mani altrettante parecchie volte, faceva schifo. Alchè ho pensato mettiamone uno meglio. Ho apeto il cassetto della mia scrivania e ne ho tirato fuori una scatolia/astuccio verde con su scritto Compeed - famosissima marca di cerotti cara un casino per le vesciche ai piedi -. Questi cerotti ci sono di tante taglie dipende da dove si ha la vescica. Sono stupendi secondo me perchè in lattice e quando li metti hai effettivamente un gran sollievo. Morale della favola ho questo cerottino sul dito e sto tanto bene, non è vero che determinati cerotti debbano svolgere una sola funzione.

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categorie: cerotti

Jonathan Coe

Ho pochi autori al mondo che prediligo, nel senso che, quando mi trovo in libreria non vado nello scaffalino di un autore in particolare, giro tra i libri, sala dopo sala finchè un titolo non mi risalta agli occhi, finchè un libro non decida di farsi comprare. C' è un eccezione però che si chiama Jonathan Coe non ce n'è per nessun'altro al mondo, è il mio unico autore "preferito", li ho letti tutti i suoi libri, mi piace in maniera viscerale, non lo sò cominciai con L'amore non guasta  e poi ho letto tutti gli altri, me ne manca uno che non riesco a trovare, proverò magari a Londra probabilmente lì troverò anche quello che non trovo qui e finalmente, anche se a fine marzo, ma oramai manca poco potrò gustarmi il seguito della banda dei brocchi, che si chiama Circolo chiuso. Già mi pregusto, se chiudo gli occhi, il piacere di rigirarmi all'inizio il libro tra le mani, leggermi ogni riga di prefazione se ci sarà, leggermi le news sull'autore che oramai so a memoria, sentire il profumo della carta. Sò già che dal momento stesso in cui comincerò a leggerlo, ogni momento sarà buono per continuare un capitolo lasciato in sospeso, per esonerarmi dal mondo intero per godere appieno della mia passione. Ore, avvoltolata sulla poltrena in completa astenia dal resto. Magari, questa enfasi può sembrare esagerata in fondo non ho ancora letto nulla, potrei restare delusa secondo alcuni, ma sò che non accadrà, perchè la banda dei brocchi  mi è entrato dentro e visto che questo è il seguito e soprattutto visto quanto mi piace Coe, sò già da ora che non resterò delusa.

copertina
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mercoledì, 16 marzo 2005

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lunedì, 14 marzo 2005

La domenica è un giorno strano. Di solito dedicato al pieno stato vegetativo a casa. Calcolando che in media tra venerdì e sabato torno verso le 4, e il sabato mattina comunque mi alzo presto per andare a fare un pò di shopping, attività preclusa durante tutta la settimana e fare tutte quelle cose che non faccio, la domenica - salvo eventuale cinema o pomeriggi a casa di Vero o mia - è de profundis comae. Spesso poi la domenica mattina sono presa da raptus pulizie, ma non della stanza, tipo spolverare o lavare per terra, quello è ovvio che venga fatto in altri giorni da altre mani, il raptus riguarda l'eliminazione/estinzione di tutta la carta, giornali, robe inutili che si accumulano. Fogli del badge che vengono stracciati, scontrini del bancomat da eliminare, abiti che non si usano più. Domenica dopo essermi svegliata per la prima volta in vita mia alle ore 12, dopo aver bevuto solamente il caffè, salutato la famiglia, sono tornata nella mia stanza e mi sono messa all'opera. Ho preso d'assalto la libreria, mi sono munita di bustone e scartato ogni genere cosa, dai ricordi londinesi di locali, che tanto vista la frequenza con la quale vado lì è naturale che mi rifarò, qualche soprammobile del quale non so che farmene - vedi la ranocchia di coccio che suona tipo ocarina - stampe in bianco e nero di qualcosa che mi interessava, riviste e poi scartoffia dopo scartoffia esce fuori un plico contenente tutte le e-mail del 2000 che ricevevo e scambiavo con un tale. Rileggendole ho ritrovato una parte di me, di allora, molto tenera, molto carina, molto affettuosa e molto amorevole verso la quale oggi sono lontana anni luce, ho provato una rabbia infinita perchè mi sono ricordato come si sono poi svolte le cose, è risalito su tutto l'odio e il rancore, per come mi sono sentita poi, per come mi faceva sentire durante e ho strappato tutto. Ogni foglio che strappavo e saranno stati una 30na era un sortilegio - sono o non sono una strega - ogni foglio era "bastardo che tu possa soffrire"  e simili. Ho strappato tutto e sono stata bene, non che ancora avessi reminescenze nella mia mente e nel cuore, però ho strappato tutto anche perchè non posso essere stata così stupida eppure sì ero giovane e inesperta e molto credulona. Avrei voluto far fare a quel mucchio di carta una fine calorosa, ma non avevo un recipiente di metallo grande al punto di contenere tutto e di dargli fuoco e poi sai che puzza!!! Il camino ce l ho fuori. Quindi ho solamente strappato tutto in tanti piccolissimi pezzettini, quella è la fine che merita.

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la notte se ne sta' andando
con se ti sta' portando
e si sta' portando via
anche un brivido
un'emozione
una sensazione
e dovrei dormire
invece di amare
perchè non si può.
in certe ore no.
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Va bhè credo di aver capito che splinder ha nuovamente cambiato versione e ora mi ritrovo una paginona grande grande per scrivere per poi passare all'anteprima e poi pubblicare. Bon! Oggi mentre finivo di prepararmi con la radio accesa, quella piccolina da "asporto", ovvero che ti porti in ogni stanza, bango compreso, e sintonizzata su radio 2, dopo la fine del noto "fabio e fiamma e la trave nell'occhio" è ripartita nuovamente quella pubblicità che tanto mi sta sulle balle.  Il multi jet ora io vorrei vedere la faccia del pirla al quale appartiene quella voce del cazzo. Io proprio non lo posso sentire, si vede anche in televisione ma come in radio si sente solamente la voce, ma perchè avete messo quell'idiota lì????

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Io non ho mica ben capito casa cazzo sia successo. Perchè quando apro il blog ora non vedo più i post che ho messo fino ad ora?????

Si richiedono gentilmente spiegazioni.

Stregato da: stregaccia alle ore 09:44 | link | commenti
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venerdì, 11 marzo 2005

ma che casino con sti lavori in corso, ma non potreste farli di sabato e domenica avvertendo magari il venerdì con una circolare firmata dalla direzione generale??????????

Stregato da: stregaccia alle ore 10:57 | link | commenti
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mercoledì, 09 marzo 2005

Ultimamente mi viene da ridere quando leggo i giornali. In questi giorni si fa un gran parlare di come sono andate le cose, sul perchè siano andate male, sul per come non sono andate. Arriva qui in ufficio la rassegna stampa, ogni giorno precisa e puntuale, di solito non è più di una trentina di pagine, quella di ieri era di 183, articoli di giornali, estratti ans(I)a, tutte con il medesimo argomento, la morte di un  uomo. Al di là di questa cosa che ovviamente non mi fa gioire, mi fanno ridere quelle scritte in grande di inizio articolo del tipo "un agguato? un assurdità, oppure Equivoci nati da vecchi attriti tra Servizi oppure la faccia tesa e seria da incazzato che grida alle spiegazioni del nostro caro Silvio". A me quello che fa ridere davvero è la convinzione che hanno i politici su chi legge giornali e ascolta notizie, ma pensano che siamo un branco di imbecilli che ancora credono? Probabilmente qualche ultrà della politica bushiana o berlusconiana approva queste cose, approva tutto quello che è stato fatto fino ad ora e continuerà ad essere fatto in futuro. Mi cascano le palle, si si anche se non le ho, perchè sperano che si riesca a risolvere tutto questo casino, questi cazzo di americani che sparano a tutto quello che si muove, che uccidono una famiglia davanti ai loro bambini, che sparano a un soldato bulgaro così "è stato un errore". Con tutti i film che fanno da X-files piutttosto che film sulla CIA o FBI, serie televisive sulla funzionalità e il valore di tutti questi 007 - che purtroppo invadono il nostro mondo- ancora Berlusconi crede che gli Stati Uniti faranno luce su questo "incidente assolutamente no un agguato". Bho a me viene da ridere, perchè allora veramente è un poverino, un anima buona, un puro. Non abbiamo risolto Ustica, non abbiamo risolto o comunque risolto senza pena esemplare il cavo dell'ovovia troncato e la morte di molte persone, e pensano che avremo la risoluzione a questa cazzo di cosa?? Mi viene il vomito, davvero, per tutti quelli che la pensano com Bush, per tutti quelli che la pensano come i nostri politici - che noi siamo i buoni e loro i cattivi - mi viene davvero il vomito. Un branco di gente inutile che tiene al proprio tornanconto che lecca il culo alti Stati Uniti, che non si ritira da lì perchè - loro ci hanno liberato dai facisti- ma perchè gli americani non sono forse ancora peggio? Non hanno ridotto ad una riserva gli Indiani d'America, non hanno mandato quantitativi esagerati di neri a cogliere il cotone, non hanno ancora il Ku klux klan? A me non sembra un popolo civile a me sembrano un ammasso di stronzi.

Stregato da: stregaccia alle ore 10:20 | link | commenti (2)
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martedì, 08 marzo 2005

Oggi è la festa delle donne, quella segnata sul calendario, quella stabilita da altri per noi, quella che ha un origine antica causata non certo da uno spogliarello per suggellare non ho mai ben capito cosa, quella dove molte si sentono felici e contente e soddisfatte perchè "stasera esco con le amiche e andiamo a divertirci", bhè che c'è di strano io lo faccio per quasi 365 giorni l'anno anzi direi 364 visto che io l'8 marzo per principio non esco. Una data che stabilisca a priori che io oggi dovrei gioire, non fare niente, stare in panciolle non è che mi garbi tanto, mi piace decidere da me quando oziare nel pieno e migliore dei modi, ad ogni modo oggi varcando il portone del palazzo, i commessi ci offrivano dei piccoli cadeaux floreali gentilmente passati dal Presidente del Palazzo, ringrazio, prendo e metto in acqua perchè fanno colore, perchè è un bel mazzetto. E bata.

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lunedì, 07 marzo 2005

Succede che sei utile e indispensabile, succede che tutti sono utili ma non indispensabili, succede che piano piano stai per ricadere in un baratro senza fondo, succede che non sai a che santo votarti per riuscire nella difficoltà che c'è a trovare una via d'uscita. Sai che ben presto tutto quello che già sapevi diventa realtà e che purtroppo in un modo o nell'altro dovrai riprendere i tuoi scatoloni e rimetterci dentro le tue carte, i tuoi ogetti, i tuoi progetti e i tuoi sogni. Sai che vorresti avere il modo di parlare apertamente con chi siede dall'altra parte e dirgli "brutta testa di cazzo finchè è stato così ti sono servita sono stata utile, ho fatto il mio dovere e ora mi dai un calcio in culo e bisogna ricominciare tutto nuovamente da capo". Sai che ti sale la tristezza, l'angoscia e la paura perchè è tutto difficile e tutto molto relativo, sai che una cosa meglio di questa è difficile da trovare e sai qual'è la difficoltà di trovare un qualcosa che sia stabile. Sai che già cominci a starci male e non lo vuoi dare a vedere, sai che ti farà male lo stomaco e non c'è verso di farlo passare, sai che diverrai sempre più nervosa e anche qui allegramente ti attacchi e vai avanti; più di ogni altra cosa sai che sei stanca. Stanca e ancora stanca. 

Stregato da: stregaccia alle ore 16:31 | link | commenti (1)
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Il mio fine settimana l ho trascorso qui le previsioni prima che partissi non erano delle migliori, era prevista la neve, era previsto che rimanessi bloccata da qualche parte con il treno, invece è andato tutto bene, anche se devo dire che speravo di trovare la neve, mica tantissima è, giusto quel tanto che basta per prendersi a pallate invece nisba. Ad ogni modo mi son divertita lo stesso.

Stregato da: stregaccia alle ore 13:12 | link | commenti
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venerdì, 04 marzo 2005

Questo fine settimana ho deciso di passarlo con gli amici fuori, alcuni sono già partiti oggi e sono andati a Lucca, io li raggiungerò domani con la speranza di trovare il treno e non troppi ritardi viste le condizioni climatiche.

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Oriana Fallaci

 

«Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano»

Ieri sera, terza serata di San Remo, snobbata come le precedenti, giusto ogni tanto nello zapping andavo a curiosare...in compenso ho visto il servizio di Mentana in diciamo "onore" alla Fallaci. Mi sono sempre domandata quanti secoli abbia, nel senso che ho sempre visto sulle copertine dei suoi libri una sua foto molto bella in bianco e nero, mai saputo l'età anche se credo dovrebbe essere vicina agli 80 anni mai approfondita all' inizio, anche se, ammetto dopo ieri cercherò di saperne molto di più. Il primo e per ora unico libro che ho letto, eppure abbastanza giovane e con molta sorpresa da parte di mia madre - avevo 13 anni è stato "Lettera ad un bambino mai nato", ricordo che ero con lei alla libreria Mondadori di P.zza Cola di Rienzo a Roma, doveva comprarsi non sò bene cosa ora, però io in piena libertà di girovagare ammaliata e persa tra tutti quei libri, quelle copertine colorate con disegni per una ragazzina come me, a libri più seri di autori che poi man mano che crescevo, mi incuriosivano, mi fermai davanti a quel libro, ne avevo sentito parlare, più che altro a casa della mia tata c'era un libro della Fallaci - Insciallah - ma era enorme per me non avrei retto a leggere un qualcosa di così voluminoso e poi ero anche piccola.  "lettera a un bambino.." l' avevo intravisto come titolo, ne avevo sentito parlare a scuola non ricordo più neanche perchè eppure quel giorno quello fu il mio primo libro, il primo di una lunga serie ormai, ma quello che scelsi d'impulso ostinata anche se mia madre diceva che forse non era ancora adatto a me, il primo libro che non era un racconto simpatico, allegro per giovani, un libro con una tematica che a 13 anni era lontana da me anni luce. L'ho letto subito appena arrivata a casa, me ne sono andata nella mia stanza e l ho letto oserei dire divorato, angosciandomi, infierendo per la cattiveria che mi sembrava così gratuita di questa donna così cattiva, non sapendo poi che avrei cambiato idea in seguito, che forse giustamente è una gioia e un tormento allo stesso tempo e un dolore che ci si porterà dietro in eterno. Mi piacque tantissimo e da lì cominciai a comprarmi libri da sola, finanziata da mamma, ma da sola, scegliendo io, toccando copertine su copertine, leggendo prefazioni per vedere se il mio senso venisse colpito. Fino ad ora non ho letto altro della Fallaci, però mi sono scoperta una sua gradita ammiratrice per alcune cose, per la sua tenacia, per la sua vita, per le esperienze e soprattutto per le sensazioni che prova quando scrive, per altre magari no, non apprezzo molto. E' una donna che ha messo passione e vita in ogni cosa che ha fatto, scritto, detto e pensato è probabilmente una donna che ha vissuto a 360° la sua vita con annesse gioie e dolori. Forse il mio apprezzamento per alcuni versi è dovuto al fatto che ha vissuto in era non facile, durante la guerra, sarà perchè ha visto-vissuto e fatto la resistenza, un qualcosa che fa parte anche della mia famiglia che me la fa apprezzare; proabilmente perchè ha potuto intervistare personaggi a me noti solo per la storia, per la televisione un invidia buona. Le motivazioni che l hanno spinta a fare tutto quello che ha fatto, a sopravvivere e combattere a godere dei suoi risultati, attirandosi antipatie per il suo modo di esprimere quello che pensava e pensa, all'amore per il suo uomo indi il dolore per la perdita, per quello che la legava alla sua famiglia mi piace di un piacere istintivo e viscerale che allo stesso tempo cozza con altre sue ide e affermazioni che la rendono una comunista molto fascista.

Stregato da: stregaccia alle ore 12:42 | link | commenti
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giovedì, 03 marzo 2005

 Certo che una giornata come questa o meglio dovrei dire una fine serata come questa è uno strazio. Mi domando cosa ci sia su Roma per far si che non si possa percepire neanche un ologramma di neve. L'ultima che ricordo risale al 1986 ovvero quasi 20 anni. Che razza di macumba hanno fatto per far si da allora non ci sia più stata. Fa un freddo boia - che a me non dispiace affatto - nevica in tutta Italia, ha nevicato persino in Algeria, che male abbiamo fatto noi??? Ora sabato dovrei andare a Lucca, sempre che visto il tempo il treno ci passi, ma può una persona andarsene in Toscana - principalmente per stare fuori con gli amici - desidere in maniera esagerata di poter almeno per un finesettimana assistere ad una nevicata? Mi sento una psicolabile!!!

Stregato da: stregaccia alle ore 16:39 | link | commenti (2)
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Sono sgusciata in una stanza adiacente la mia, la stanza perfetta, in un palazzo perfetto, con condomini perfetti. Una stanza grande abbastanza per far si che tutto quello che mi garba ci stia dentro, senza costrizioni senza che le cose si ammucchino o impilino l'un l'altro. Una stanza dove entrando la prima cosa che ti colpisce è la luce, mi piacciono gli ambienti ben esposti alla luce del sole. Con pareti chiare, non bianca perchè esagerato, ma un bel colore che allo stesso tempo è luminoso e caldo e che doni appena lo si vede uno stato di calma. Piena di libri, con un comodo divano e una rilassante poltrona, con una vasca incastonata dentro il pavimento, come fosse una piscina, con un letto enorme e comodo - come il mio ma in versione esagerata - con un armadio altrettanto esagerato; con le finestre che danno su un enorme distesa verde o sul mare o su Roma illuminata e silenziosa - molto raro - o su Londra. Vorrei una stanza così per ogni angolo della Terra che valga la pena di avere una finestra che gli guardi dentro. Vorrei poter rifugiarmi sempre o  in ogni momento in cui sentissi il bisogno di non avere niente altro di me se non il silenzio. Ci sono delle giornate in cui anche solo dire una parola è una fatica enorme dove se pensi a quanto sei fortunata ti senti banale per esserti lamentata anche della cosa più stupida. Una stanza dove i ricordi fossero filmati o impressi in un qualcosa da poter riguardare, dove poter decidere quale pezzo mandare in onda e quale togliere. Una stanza fatta di scale, di pavimenti in legno per camminare a piedi nudi, di rumori che arrivano dall'esterno molto filtrati come se fossero lontanissimi, piena di risate e muta, piena di allegria e di calma, piena e vuota.

Stregato da: stregaccia alle ore 16:02 | link | commenti
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..Sono solo sgusciata nella stanza accanto.. 

Stregato da: stregaccia alle ore 13:21 | link | commenti (1)
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martedì, 01 marzo 2005

Desiderare che qualcosa non accada fa realmente sì che questa cosa invece succeda?. Se è vero che il volere corrisponde a non avere, il non desiderare corrisponde, invece al contrario?

Stregato da: stregaccia alle ore 11:42 | link | commenti (3)
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La Strega avverte

Utente: stregaccia
Nome: serena
Sono l'aria che respiro, sono il vento, sono la terra e l'acqua. Io sono quella che sono, non somiglio a nessun'altro, modesta? no realista io sono così punto. Just give me a reason some kind of sign I'll need a miracle to help me this time I heard what you said and I feel the same I know in my heart that I'll have to change

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