Ho finito il libro di Severgnini di cui avevo parlato due post sotto, resto dell'idea che sia carino, per chi sia stato in Inghilterra è facile capire determinate cose soprattutto ci siamo domandati tutti, se ospiti in famiglia o se vissuti in casa con altri inglesi, del perchè i piatti una volta lavati non vengano risciacquati, ricordo ancora con che faccia sono rimasta, a casa della mia guest family ad Hastings nel 1996, quando la tipa una volta immersi i piatti nel lavello e sciacquettati con la spugna li tirava fuori e li lasciava asciugare così, senza ripassarli sotto il getto dell'acqua fredda o calda poco importa io credevo fosse un modo nuovo, magari li accumulava li nello scola piatti di legno e poi li risciacquasse invece niente ma niente proprio, ma ricordando il vecchio adagio "quello che non strozza ingrassa" ho continuato per 1 mese a mangiare in piatti lavati ma non risciaquati, il problema reale non era quella era ciò che cucinava e come lo faceva. Ho trovato tantissime analogie tra la famiglia che mi ospitava e quella che 20 ani fa ospitava lui, forse perchè, più o meno erano vicini io ero ad Hastings, Severgnini a Eastbourne, e il problema in questione era il cenare nel pieno pomeriggio cioè verso le 18, il che per me era un decisamente molto presto, abituata a mangiare tra le 19,30 e le 20 - magari per alcuni è presto comunque - ad ogni modo la signora amava cucinare piatti pronti, presi direttamente dal banco frigo del supermercato in voga allora, e servirli belli caldi e fumanti a ora di cena, a scelta avevamo in 6 giorni pizza surgelata, lasagne vegetariane, spaghetti in barattolo con salsa di pomodoro rosa e serviti su croccanti fette di pane tostate, patate fritte e fish, una sottospecie di fettuccine condite con ragù di montone, insalata di pollo (è ma belli miei mica all'italiana bensì 3 fette di pollo tagliato sooooottttile sotttile, 3 patate novelle con tutta la buccia lesse, insalata 3 foglie) delle quiche buone ma surgelate e solo la domenica insieme a del gelato che faceva davvero cagare, il tutto accompagnato da acqua e colorante ai frutti di bosco e altre merdate che conferiva all'acqua un sapore nauseabondo a me l'acqua mi piace insapore ed incolore com'è con i coloranti mi fa schifo e li sembra che invece vada molto berla schifosamente aromatizzata. Severgnini si pone la domanda delle domande, ma non è l'unico ovvero per quale motivo gli inglesi insistano a ad avere 2 rubinetti distinti per l'acqua calda e per l'acqua fredda, in questo modo o ti bruci o ti geli le mani, a scelta. Io penso però, visto che oramai in molti locali e alberghi si trova un miscelatore solo, che probabilmente loro tappavano/no il lavandino fanno andare medesima acqua aprendo e chiudendo i rubinetti all'unisono e poi raccolgano con la famosa mano a "conchetta" acqua sufficente per lavarsi il viso. La mancanza del bidet resta per me ancora molto lontana da capire ma io personalmente o sempre ovviato al problema trovando o alberghi con vasa da bagno o con doccia staccabile quindi utilizzabile in mille modi, certo è che in alcuni alberghi se non proprio di lusso, ma quasi ci siamo si trovano vicino al wc degli spruzzini, ma anche qui sta a noi disinfettarli prima di utilizzarli. Certo per come parlo dell' Inghilterra è ovvio che per me questi sono piccoli particolari altrimenti non continuerei ad andarci, però devo dire che come primissimo impatto a 18anni e abituata a tutte le mie cosine e cosette nella mia casa, c'è stato di che sentirsi male dalle risate con la mia cara Veronica a 10 anni di distanza ogni volta che si torna sull'argomento si arriva alle lacricme. Mi ritrovo su alcuni dei punti trattati, certo io non ho vissuto il periodo Tatcheriano, ho vissuto l'era Diana con annesso funerale, ho vissuto la londra degli Oasis e dei Blur ma io Brighton l ho trovata comunque una bella cittadina, il Royal Pavillon a me piace certo magari stona però anche il London Eye stona un pochino visto vicino a Westminster.
Andare a Londra mi rigenera, l'ho sempre detto e sempre lo dirò, è proprio un qualcosa che ho nel dna che mi spinge ad andarci ogni volta che posso. Questa volta sono partita da sola, ma poi mi sono vista con il mio più caro amico Lourival, ci eravamo accordati prima, quando mi disse una sera al telefono che dal 15 al 21 sarebbe stato lì, ho aperto tutte le pagine necessarie per la prenotazione di albergo e volo e poi è stato un attimo. E' un attimo ogni volta e non mi basta mai. Si chiede ancora perchè io non mi sia trasferita, a dirla tutta se lo chiedono in molti e non so perchè, forse prima ero troppo giovane ora potrebbe essere la volta buona e non si sa mai, potrebbe anche accadare. Sono stati 5 giorni divertentissimi, siamo andati una giornata ad Hastings ed ogni volta è come se mi fossi appena allontanata da li e invece sono passati 10 anni. Il tempo è stato favoloso, certo freddissimo però con delle giornate da far invidia a Roma stesse, il cielo blu invitava a stare comunque fuori, anche se il vento a tratti picchiava forte. Londra è qualcosa di surreale, penso che non si riuscirà mai a vederla deserta credo sia praticamente impossibile,come al solito tutti gli addobbi natalizi, le lucine, le vetrine invitano a pensare al Natale come se si fosse bambini, come se realmente esistesse Babbo Natale, che tutti problemi che ci sono oggi sulla faccia della terra non siano reali. In questi 5 giorni passati insieme, abbiamo parlato di tutto e di più, in inglese, in italiano e a volte non abbiamo parlato affato e stare in silenzio senza sentire per forza il bisogno di dirsi qualcosa è il massimo di un'amicizia. Ogni volta che ci vediamo e dal 1996 non è che siano state tante, in effetti e purtroppo sono state solo 3 nel 2001, questa estate e ora, ma ogni volta è come se il tempo fosse fermo, come se la distanza, che Lourival viva in Uk, in Italia o in brasile è lo stesso, sembra sempre che siano passate solamente poche ore e questo nello stesso tempo mi rende felice e triste. Felice perchè sò che indipendentemente dalla distanza la nostra amicizia va avanti, è come se nel 1996 qualcosa sia ad ogni modo cambiata per noi, Hastings mi è rimasta nel cuore, quando ho cominciato a lavorare nel 2001 è stato lì che ho voluto passare da sola le mie vacanze, anche perchè sapevo che avrei rivisto il mio amico e questo per me voleva dire tanto, l'amicizia per me è qualcosa di veramente importante e triste perchè ogni volta quando poi si sta insieme il tempo inesorabilmente corre e corre velocissimo più del solito come se fosse un crimine poter passare il tempo con qualcuno al quale si tiene molto. Ci sono situazioni nelle quali sembra quasi vada tutto a rilento e altre che lo portano ad andare alla stessa velocità della luce. In questo momento sento un freddo cane, ho le dita praticamente congelate e scrivo lo stesso la mia radio 106,60 sta passando ottima musica, che realmente mi fa riflettere. A volte penso che ciò che mi ha spinto a scegliere Hastings nel 1996 sia stato il destino, perchè sarebbe bastato andare un pò più in là tipo Brighton e probabilmente con Lourival non ci saremmo conosciuti, probabilmente avrei amato lo stesso quel posto ma forse ora le cose sarebbero diverse. Spero che possa andare sempre bene così, spero che le cose non cambino mai e mai in maniera negativa. Goodbye my lover, goodbye my friend - è la musica di radiorock ora - e ci sta benissimo.
Il 15 dicembre in attesa dell'imbarco per il mio volo, destinazione London, ho girovagato nella libreria che ci sta lì tanto perchè mi stavo annoiando, e nella di lei un libro che non avevo mai visto prima di Beppe Severgnini (non sono solita leggere suoi scritti, però di tutti quelli in bella vista, più o meno del medesimo argomento 1 su tutti mi ha colpito "Inglesi" - forse perchè da loro stavo andando - scritto nel lontano 1988-89, uscito nel gennaio 1990 e aggiornato una sola volta nel 1992. Prefazione del mitico (non per tutti ovviamente) Indro Montanelli, che tesse le lodi dell'allora giovane Severgnini, spiegando perchè decise di mandarlo in Gran Bretagna giovane ed in esperto. Non sono ancora arrivata a pag. 241 quella relativa a "Quindici anni di inglesi", quindi molto probabilmente parlerà dell'inghilterra di oggi, quella che ho vissuto io dal 1996 in poi. E' un trascorso di sue esperienze, punti di vista e quant'altro; da chi allora - anni 80 - con la guida del Touring Club italiano del 1969 e si domandava perchè molte cose non erano più lì o erano cambiate sostanzialmente; del periodo della bambinai di ferro Lady Tatcher delle sue idee più o meno condivisibili, di come spesso gli italiani pensano di consocere londra meglio degli inglesi e di come vorrebbero ostinatamente spiegarla agli amici e magari ai Londoner e di alcune ovvietà. Per ora l'unica cosa che vi posso dire è che l'italiano a Londra dal mio punto di vista si riconosce sopra ogni altra cosa perchè gira con lo zaino INVICTA che fa di una tristessa, in 5 giorni ne avrò contati 10 poi ho fatto finta di non vederli, non solo i ragazzi italiani, specifichiamo romani si riconoscono per l'andatura coatta - è così - e per i jeans stretti stretti che più stretti non si può; i milanesi per il loro voler per forza imitare gli inglesi pensando che vestendosi solo Burberry's o adottando il Barbour, siano come loro, ignari però che gli inglesi lo usano solo per la campagna . Ad ogni modo appena arriverò alla fine vedrò se effettivamente parla della Londra di oggi e non solo quella degli anni '80 che ha vissuto lui. Lo consiglio perchè è comunque molto carino e per chi ama Londra saprà ben riconoscersi e ritrovarsi in alcune situazioni.
Oggi sull'autobus, non sapevo che fare, se piangere, ridere, per fortuna sono scesa dopo alcune fermate, anche se magari avrei potuto ascoltare molto di più se il mio viaggio non fosse finito prima; anche se però viste le "castronerie" va bhe va le cazzate, che questi giovani d'oggi stavano enunciando credo sia stato meglio per me così.
Conversation n.1 (2 ragazzette superfighette di quelle che credono di sapere tutto e soprattutto di saperlo bene, tutte in tiro pure per andare a scuola + compagno di classe al quale hanno persino dato dell'ignorante).
2 girls: " Ao ma che cazzo stai a dì guarda che Austria e Australia so la stessa cosa"
compagno di classe: " ma che state a di voi guarda che non è così l' Austria è una cosa e l'Australia decisamente un'altra".
2girls: " Noooo, te sbagli anzi l' Austria è la capitale dell'Australia....
compagno di classe: è rimasto muto.
Dopo un pò forse perchè non ne avevano abbastanza guardando una tipa sull'autobus una dice all'altra "ao certo che sex appeal quella?" " e che ne sai che ha il sesto senso?" "Sesto senso?????" " Si sex appeal vuol di sesto senso".
Ora le pischellette erano molto serie, molto molto pure troppo mentre dicevano ste cazzate qui, però mi sovviene un dubbio, ma a scuola con il nuovo metodo Moratti ma che cavolo fanno????? E soprattutto ma a casa con mamma e papà di cosa parlano?????????
- giuro che è andata così -